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48° CAMPIONATO ITALIANO TROFEO S. UBERTO
In allegato il programma e la scheda di iscrizione della finale nazionale del 48° Trofeo S.Uberto individuale che si svolgerà il prossimo 4-5 novembre presso la A.F.V. La Rocchetta e A.T.C. VR2.
La Federazione delle Associazioni Nazionali Venatorie Riconosciute è una realtà: nasce la FENAVERI
La Federazione delle Associazioni Nazionali Venatorie Riconosciute è una realtà.

02/08/2016
LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO APPROVA IL CALENDARIO PER L’ESERCIZIO VENATORIO - STAGIONE 2016/2017
LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO APPROVA IL CALENDARIO PER L’ESERCIZIO VENATORIO - STAGIONE 2016/2017
Proposta per la revisione della Direttiva europea sulle Armi da Fuoco
Proposta per la revisione della Direttiva europea sulle Armi da Fuoco
Posizione FACE

Considerazioni generali
1. L’esistente minaccia di attacchi terroristici contro i cittadini europei ha messo in evidenza l’esistenza di un mercato illegale di armi militari da assalto nell’Unione Europea. Pertanto, la FACE condivide il piano della Commissione contro il traffico illegale e l’uso delle armi da fuoco ed esplosivi, adottato il 2 dicembre 2015 (COM(2015) 624
2. La FACE supporta anche l’ adeguato controllo delle armi da fuoco civili legali, incluse le giustificate e proporzionate limitazioni per il loro acquisto e possesso che ne assicuri il loro sicuro utilizzo trasporto e tracciabilità nella Unione Europea. La Direttiva 91/477/EEC sul controllo dell’acquisto e del possesso di armi da fuoco fornisce una struttura normativa appropriata a questo proposito. Tuttavia, non è il giusto strumento per affrontare il terrorismo e le altre attività illegali che coinvolgono le armi da fuoco.
3. La FACE sottoscrive le iniziative della Commissione con lo scopo di rinforzare l’attuale struttura attraverso mezzi e metodi autorizzati per la disattivazione, le regole comuni di marcatura (su armi da fuoco prodotte nell’UE e sulle armi da fuoco importate) e migliorando la tracciabilità delle armi da fuoco tramite sistemi di file nazionali computerizzati delle autorità degli Stati Membri. FACE sostiene anche l’introduzione di un sistema di condivisione di notizie tra gli Stati Membri sul rifiuto di autorizzazioni di armi da fuoco e sulle autorizzazioni concesse per il trasporto di armi da fuoco in un altro Stato Membro.
4. La FACE è molto preoccupata del fatto che la Commissione dell’UE presenti questa proposta senza una valutazione dell’ impatto, considerato il previsto impatto economico negativo sul commercio delle armi da fuoco, la perdita di impieghi, la svalutazione di collezioni di armi da fuoco disattivate (non funzionanti), le maggiori somme che saranno dovute per compensare la perdita della proprietà e i costi amministrativi di sequestro di alcune piccole armi disattivate e la registrazione di altre. A questo proposito la FACE chiede i termini per la presentazione della proposta che avrebbe dovuto essere presentata nel 2016 secondo l’ European Commission Work Programme (Programma di Lavoro della Commissione Europea), e l’European Agenda on Security COM(2015) 185 (Agenda Europea sulla Sicurezza). Come pubblicamente riconosciuto da una Commissione europea rappresentativa al Parlamento Europeo European Parlamient’s Internal Market and Consumer Protection Committee (Comitato di Protezione del Consumatore e del Mercato Interno del Parlamento europeo) il 7 dicembre 2015, questa proposta “non è focalizzata sul traffico illegale di armi”. Pertanto la FACE sta mettendo in discussione il motivo per cui la Commissione ha presentato in fretta la proposta nel 2015 collegandola agli attacchi terroristici a Parigi dove erano usate armi da fuoco illegali.
5. La FACE si oppone fortemente alle limitazioni proposte al possesso legale delle armi da fuco, che impongono inutili e gravose limitazioni ai cacciatori, ai tiratori sportivi e ai collezionisti, ma viola anche direttamente i loro fondamentali diritti di proprietà e di uguale trattamento. La Commissione non ha mostrato nessuna prova che giustifichi che tali limitazioni sarebbero necessarie o almeno idonee per raggiungere l’obbiettivo della Commissione: fronteggiare il traffico illecito e prevenire futuri attacchi terroristici.
6. La FACE nega l’asserzione ripetutamente sentita dalla Commissione che la proposta non cambierà niente per i cacciatori e per i tiratori sportivi. Una struttura più severa avrebbe, infatti, un impatto molto forte sugli utenti legali, uno dei gruppi più rispettosi della legge e controllato nell’ UE. La FACE esprime profondo rammarico perché con la proposta di queste limitazioni la Commissione Europea implica che il possesso legale e il trasporto delle armi civili sia in qualche modo legato al terrorismo e alla radicalizzazione.


Emendamenti proposti dalla FACE

Preambolo – Considerando 2
Testo proposto
I recenti atti terroristici che hanno mostrato lacune nella implementazione della Direttiva 91/477EEC specialmente riguardo la disattivazione delle armi, conversione e regole di marcatura.
Emendamento
Il movimento di difesa e sicurezza dei possessori civili legali e di armi da fuoco dovrebbe usufruire di chiare ed armoniche regole sulla marcatura, tracciabilità e disattivazione delle armi da fuoco.
Motivazione
Gli studi di base forniti dalla Commissione non giustificano la conclusione che la proprietà legale di armi da fuoco civili è in alcun modo collegato agli attacchi terroristici all’interno dei confini della Unione. Tuttavia, la valutazione della implementazione ha evidenziato che l’attuale struttura, per alcuni aspetti poco implementata potrebbe trarre profitto da regole comuni sulla marcature, tracciabilità e disattivazione (ora adottata) delle armi da fuoco in circolazione all’interno dell’UE. Pertanto bisognerebbe concentrarsi su i miglioramenti in queste aree.

Preambolo – Considerando 7
Testo proposto
Considerato il notevole rischio di reazione delle armi malamente disattivate e per rinforzare la sicurezza nell’Unione, le armi disattivate dovrebbero essere considerate da questa Direttiva. Inoltre, per le armi da fuoco più pericolose dovrebbero essere introdotte delle regole più rigide per garantire che queste non possano possedute o messe in commercio. Queste regole dovrebbero anche applicarsi alle armi da fuco di quella categoria anche dopo essere state disattivate. Dove queste regole non fossero rispettate, gli Stati Membri dovrebbero prendere idonei provvedimenti inclusa la distruzione di queste armi da fuoco.
Emendamento
Eliminato
Motivazione
Le armi da fuoco che siano disattivate in conformità con il tardivo regolamento XX / XX della Commissione che stabilisce gli orientamenti comuni in materia di norme di disattivazione e gli standard tecnici per garantire che le armi da fuoco disattivate sarebbero rese irreversibilmente inutilizzabili e non potrebbero essere riattivate, così che un divieto totale dell'acquisizione e della detenzione di tali armi (per esempio dai collezionisti) sarebbe sproporzionato e in contraddizione con la tutela di aspettative legittime, che è un principio fondamentale della legge della UE.

Preambolo – Considerando 9
Testo proposto
Alcune armi da fuoco semi-automatiche possono facilmente essere modificate in armi da fuoco automatiche, creando così una minaccia alla sicurezza. Anche in mancanza di trasformazione nella categoria “A”, alcune armi da fuoco semi-automatiche possono essere pericolose quando la loro potenza relativa ai numeri di colpi è alta . Perciò, tali armi da fuoco semi-automatiche dovrebbero essere vietate per uso civile.
Emendamento
Eliminato
Motivazione
La Commissione non ha esibito nessuna prova che sosterrebbe che le armi da fuoco semi-automatiche legittimamente possedute siano regolarmente trasformate in armi da fuoco automatiche o che qualsiasi arma da fuoco semi-automatica legittimamente posseduta possa essere de facto una minaccia per la sicurezza dei cittadini della UE. Il criterio della Commissione di considerare alcune armi semiautomatiche più pericolose delle altre non è chiaro, ambiguo e rischia di creare incertezza giuridica.
Preambolo – Considerando 12
Testo proposto
Modalità di vendita di armi da fuoco e loro componenti con mezzi di comunicazione a distanza possono creare una seria minaccia alla sicurezza perché è più difficile da controllare della vendita con metodi convenzionali, specialmente per quanto riguarda la verifica della legittimità delle autorizzazioni. Perciò è giusto limitare la vendita di armi e componenti con mezzi di comunicazione a distanza, specialmente, a fornitori e mediatori.
Emendamento
Eliminato
Motivazione
La Commissione non ha confermato la sua asserzione che “Modalità di vendita di armi da fuoco e loro componenti con mezzi di comunicazione a distanza possono creare una seria minaccia alla sicurezza” Al contrario, l’esame della Direttiva sulle Armi da Fuoco del 2014 a cui la Commissione fa riferimento in un memorandum esplicativo sulla proposta afferma che “ nuovi canali di vendita (per es. internet) possono in futuro mettere a dura prova lo scopo della Direttiva che, per il momento, sembra essere adeguata a fronteggiare le preoccupazioni attuali” (p.4 della Valutazione). Tuttavia, ogni acquisto o vendita tramite mezzi elettronici è ancora soggetta a trasporto fisico e a procedure di trasferimento tracciabili dalla polizia. L’introduzione di un divieto totale dell’uso di comunicazione a distanza tra privati per quanto riguarda l’acquisto di armi da fuoco va ben oltre la prevenzione di (futuri) ostacoli al commercio e riguarda soltanto problemi interni, come pubblicità su riviste locali, messaggi telefonici e e-mail tra abitanti di stati membri ecc. Tale divieto totale costituisce una sproporzionata violazione al diritto di proprietà dei legittimi possessori di armi civili nella UE, incluso il diritto di usare e vendere tale oggetto di proprietà. L’onere per la polizia e i servizi di sicurezza degli Stati Membri di far rispettare questa legge sarebbe enorme, come pure lo sarebbe per i giudici. La polizia e i servizi di sicurezza hanno sufficienti poteri per indirizzare comunicazioni ed intraprendere azioni dove le procedure attuali siano eluse.
Articolo 1 – lettera b
Testo proposto
Per le finalità di questa Direttiva, “componente essenziale” si intende la canna, il telaio, il ricetrasmettitore, il ricevitore, il bullone o l’otturatore o qualsiasi dispositivo per ridurre il rumore causato da uno sparo di arma da fuoco che, essendo oggetti separati, sono inclusi nella categoria delle armi da fuoco in cui sono o sono destinati ad essere montati.
Emendamento
Per le finalità di questa Direttiva “componente essenziale” si intende la canna, il telaio, il ricetrasmettitore, il ricevitore, il bullone o l’ otturatore che, essendo oggetti separati, sono inclusi nella categoria delle armi da fuoco in cui sono o sono destinati ad essere montati.
Motivazione
La Commissione non è chiara ed è fonte di incertezza legale. Seguire una rigida interpretazione delle regole relative ai “componenti essenziali” sottoporrebbe i silenziatori alle richieste di una autorizzazione o dichiarazione sulla stessa base delle armi da fuoco su cui sono montati. Tuttavia, i silenziatori dovrebbero essere disattivati insieme alle armi da fuco su cui sono montati in modo che non possano più a lungo essere usati separatamente per varie armi da fuoco. Questo crea una anomalia, perché essendo possibile usare lo stesso silenziatore su una carabina o una carabina ad aria compressa il silenziatore può cambiare un’arma da fuoco non certificata ad una soggetta ad autorizzazione. Di conseguenza, un particolare silenziatore può essere montato su armi da fuoco di varie categorie e, pertanto, può non essere classificato come proposto.
La proposta è tecnicamente errata perchè i silenziatori non riguardano la funzionalità delle armi da fuoco né, come tali, rappresentano un pericolo per la sicurezza dei cittadini della UE. I riduttori di rumore servono a proteggere l’udito dei cacciatori e dei tiratori sportivi (e i loro cani) riducendo il rumore massimo (dannoso) dell’arma da fuoco da 15 a 30dB e pertanto in modo crescente utilizzato ed ammesso negli Stati Membri della UE.
Un altro problema è che poichè i silenziatori registrati come “armi da fuoco” il numero delle armi da fuoco riportato è artificialmente esagerato in proporzione.
Articolo 5 – punto 1 – sottoparagrafo 1
Testo proposto dalla Commissione
1. Fatto salvo l’articolo 3, gli Stati Membri autorizzeranno l’acquisto e il possesso di armi da fuoco solo a persone che abbiano un buon motivo e che:
Emendamento
1. Fatto salvo l’articolo 3, gli Stati Membri permetteranno l’acquisto e il possesso di armi da fuoco solo a persone che abbiano un buon motivo e che:
Motivazione
La Commissione non ha fornito una spiegazione sulla sua proposta di cambiare la formulazione di questo provvedimento eliminando “permettere” e aggiungendo “autorizzare” La proposta è immotivata e non chiara. Tuttavia crea incertezza legale perché il concetto di “autorizzazione” è riservato alla categoria B delle armi da fuoco nella Direttiva 91/47. Non è chiaro se la Commissione proponga di creare una ulteriore autorizzazione o voglia aggiungere nuovi requisiti alla categoria esistente di armi da fuoco soggette ad autorizzazione.
Articolo 5 – punto 1 – lettera a
Testo proposto dalla Commissione
(a) persone che abbiano almeno 18 anni, eccetto per quanto riguarda il possesso di armi da fuoco da caccia e da tiro sportivo a condizione che le persone con meno di 18 anni abbiano un permesso dei genitori o siano sotto il controllo dei genitori o di un adulto con un valido porto d’armi o licenza di caccia, e siano all’interno di un centro di addestramento autorizzato o altrimenti approvato.
Emendamento
(a) persone che abbiano almeno 18 anni, eccetto per quanto riguarda l’acquisizione, eccetto attraverso l’acquisto, e il possesso di armi da fuco da caccia e da tiro sportivo, a condizione che le persone con meno di 18 anni abbiano un permesso dei genitori o siano sotto il controllo dei genitori o di un adulto con un legittimo porto d’armi o licenza di caccia, e siano all’interno di un centro di addestramento autorizzato o altrimenti approvato.
Motivazione
La Commissione non ha fornito una spiegazione e/o giustificazione sulla sua proposta di vietare l’acquisizione attraverso la donazione o tramite eredità (l’acquisto è già proibito nel quadro attuale) di armi da fuoco da caccia e da tiro sportivo da parte di giovani di 18 anni. Secondo le regole attuali, il possesso di armi da fuoco tra giovani cacciatori e già soggetto a regole molto severe. La Commissione non ha provato che queste regole non sono efficaci o che sarebbero insufficienti o che i giovani cacciatori potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza dei cittadini della UE.
La conseguenza della proposta della Commissione sarebbe che il possesso di armi da fuoco tra i giovani cacciatori e tiratori sportivi verrà eliminato gradualmente. Questo avrà un serio impatto su i giovani cacciatori e sulle scuole che insegnano la caccia e la fauna selvatica come pure le discipline di tiro sportivo. Per esempio il modello del Regno Unito è contenuto nella Guida del Governo dell’UK che dice: “ Dovrebbe essere nell’ interesse della sicurezza che un giovane che maneggia armi da fuoco sia adeguatamente addestrato relativamente in giovane età”. Il possesso è talvolta un presupposto per l’uso. Può essere collegato ad altri requisiti legali, come il deposito (in molti Membri Stati le armi da fuoco devono essere depositate nei locali del legale proprietario e non possono essere prestate ad altre persone).
Inversamente, la proprietà non rientra nella detenzione legale e non dovrebbe essere regolamentata nella Direttiva Armi da Fuoco. Il fatto che una persona sia proprietario o sia titolare di un’arma da fuoco, non è conseguente al fatto di avere il permesso di detenere quella arma da fuoco. Così, per esempio, un giovane può ereditare un fucile di valore da un parente. Se il giovane non ha un certificato della polizia che lo autorizza a detenere l’arma da fuoco, allora l’arma deve essere conservata accuratamente – per esempio potrebbe essere data in detenzione ad un altro parente o registrata presso un Rivenditore autorizzato di Armi da Fuoco – fino a quando il/la giovane non ottenga un certificato che gli/le consenta di detenere l’arma da fuoco e di disporne come crede.
Articolo 5 – punto 2 – sottoparagrafo 1
Testo proposto dalla Commissione
2. Gli Stati Membri forniranno norme per i test sanitari per il rilascio o il rinnovo delle autorizzazioni come riportato nel paragrafo 1 e ritireranno le autorizzazioni se una qualsiasi delle condizioni in base alle quali erano state concesse non è stata più rispettata.
Emendamento
2. Gli Stati Membri ritireranno le autorizzazioni se una qualsiasi delle condizioni in base alle quali erano state concesse non è stata rispettata.
Motivazione
La Commissione non ha dato nessuna spiegazione o giustificazione sulla richiesta di norme per i test sanitari collegate al rilascio o al rinnovo delle autorizzazioni per la categoria B delle armi da fuoco.
Le norme per i controlli medici sarebbero gravose, essendo introdotti requisiti non basati sul rischio, che sarebbero di nessun beneficio supplementare per la sicurezza pubblica. Inoltre potrebbero ostacolare lo sviluppo di sistemi migliori e frenare continui miglioramenti basati su una efficace gestione dl rischio. L’attuale sistema, secondo cui le licenze possono essere ritirate, se c’è ragione per credere che una persona non sia idonea a detenere un’arma da fuoco è efficace e adeguato.
Tuttavia, per imporre norme per i controlli medici negli Stati Membri, l’UE ostacolerebbe la competenza degli Stati Membri poichè questa potrebbe essere meglio regolamentata a livello nazionale in conformità al principio di sussidiarietà.
Articolo 6 – sottoparagrafi 1 & 2
Testo proposto dalla Commissione
Gli Stati Membri prenderanno tutti gli adeguati provvedimenti per proibire l’acquisto e il possesso di armi da fuoco e munizioni classificate nella categoria A e per sequestrare e distruggere quelle armi da fuoco e munizioni possedute in trasgressione a questa disposizione.
Gli Stati Membri possono autorizzare gli enti interessati agli aspetti culturali e storici delle armi, riconosciuti come tali dallo Stato Membro nel cui territorio si trovano, per mantenere in loro possesso le armi da fuoco classificate nella categoria A, acquistate prima (della data di entrata in vigore di questa Direttiva) purchè siano state disattivate in conformità alle disposizioni che implementano l’articolo 10 (b)
Emendamento
Gli Stati Membri prenderanno tutti gli adeguati provvedimenti per proibire l’acquisto e il possesso delle armi da fuoco e munizioni classificate nella categoria A
Gli Stati Membri possono autorizzare gli enti interessati agli aspetti culturali e storici delle armi e riconosciuti come tali dallo Stato Membro nel cui territorio si trovano per tenere in loro possesso le armi da fuoco classificate nella categoria A.
Motivazione
La parte introduttiva 5 del Preambolo alla proposta afferma “ poiché i collezionisti sono stati identificati come possibile fonte di traffico di armi da fuoco, dovrebbero essere coperti da questa Direttiva” Qualsiasi persona o entità, incluse le forze armate nazionali , è una potenziale fonte di traffico di armi da fuoco. Tuttavia, la Commissione non ha fornito nessuna prova che questo accada realmente. Non esiste assolutamente nessuna giustificazione per includere i collezionisti nella Direttiva sulla base di accuse non sostenibili. E’ incomprensibile come la Commissione possa aspettarsi di forzare gli Stati Membri a distruggere l’eredità nazionale che è legittimamente propria dei cittadini osservanti le leggi ed inoltre obbligare i musei a disattivare e quindi distruggere le loro armi da fuoco categoria A quando entrambi svolgono l’importante compito di documentare e conservare l’eredità dei reperti per i posteri.
Articolo 6 – sub paragrafo 3
Testo proposto dalla Commissione
L’acquisto di armi da fuoco e loro parti e munizioni relative alla categoria A, B e C con mezzi di comunicazione a distanza, come definito nell’Articolo 2 della Direttiva 97/7EC del Parlamento Europeo e del Consiglio, sarà autorizzato soltanto nel rispetto dei fornitori e mediatori e sarà soggetto a severo controllo degli Stati Membri.
Emendamento
Eliminato
Motivazione
La Commissione non ha confermato la sua affermazione che “ la vendita di armi da fuoco e loro parti con mezzi di comunicazione a distanza possa creare una seria minaccia per la sicurezza” Al contrario, la Valutazione delle armi da fuoco della Direttiva di dicembre 2014 a cui la Commissione si riferisce nel memorandum esplicativo alla proposta, afferma chiaramente che “ nuovi canali di vendita (es. internet) possono sfidare in futuro l’obbiettivo della Direttiva che, attualmente, sembra essere adeguata ad affrontare le preoccupazioni attuali (p.4 della Valutazione).
Sembra che il punto chiave sia slittato dal traffico criminale al più ampio uso di internet ed altri metodi di comunicazione a distanza. L’introduzione di un divieto totale dell’uso di comunicazione a distanza tra persone private in rapporto all’acquisto di armi da fuoco va molto oltre la prevenzione di (futuri) ostacoli al commercio e riguarda solamente questioni interne, come pubblicità su riviste locali, messaggi telefonici e e-mail tra abitanti di stati membri ecc. L’UE non è competente per regolare queste questioni. Infine, un divieto totale costituisce una sproporzionata violazione del diritto di proprietà che può risultare nella confisca e distruzione senza nessun compenso delle armi da fuoco che erano state comprate e registrate da cittadini osservanti della legge e in buona fede.
Articolo 7 – paragrafo 4
Proposto dalla Commissione
Gli Stati Membri possono considerare la richiesta di persone che soddisfino le condizioni di accoglimento di una autorizzazione per una licenza multinazionale di un’arma da fuoco per l’acquisto e possesso di armi da fuoco soggette ad autorizzazione, senza pregiudizio per:
(a) l’obbligo di informare le autorità competenti del trasporto;
(b) controllo periodico che le persone continuino a soddisfare le condizioni; e limiti massimi per la detenzione prevista da legge nazionale
I limiti massimi non supereranno i cinque anni. L’autorizzazione può essere rinnovata se le condizioni sulle basi su cui è stata concessa sono state rispettate.
Emendamento
Gli Stati Membri possono considerare la richiesta di persone che soddisfino le condizioni di accoglimento di una autorizzazione per una licenza multinazionale di un’arma da fuoco per l’acquisto e possesso di armi da fuoco soggette ad autorizzazione, senza pregiudizio per:
(a) l’obbligo di informare le autorità competenti del trasporto;
(b) controllo periodico che le persone continuino a soddisfare le condizioni e limiti
massimi per la detenzione prevista da legge nazionale;
(c) I limiti massimi per la detenzione prevista da legge nazionale.
Motivazione
La Commissione propone il limite di 5 anni per il permesso pluriennale per il possesso di armi da fuoco di una categoria B, dopo il quale il proprietario/la proprietaria deve rinnovare il suo permesso. Questo provvedimento significa una radicale rottura con il sistema attuale dove Stati Membri decidono sulla periodicità delle autorizzazioni basate sulla sussidiarietà. La Commissione non ha fornito una spiegazione per questa limitazione, che è non necessariamente burocratica, pesante e costosa pei cacciatori, come pure per le autorità che rilasciano l’autorizzazione. L’attuale struttura legale fornisce un adeguato sistema di controllo e la possibilità per gli Stati Membri di ritirare le autorizzazioni per il possesso di armi da fuoco nel caso in cui qualsiasi condizione sulle basi su cui è stata concessa non sia più rispettata. Valutazione e monitoraggio continui basati su il rischio sono essenziali per qualsiasi periodo di autorizzazioni e permette lo sviluppo di sistemi e l’adozione del principio di continuo miglioramento.
Inoltre, è ovvio che questa disposizione non impedirebbe attacchi terroristici.
Articolo 12 – paragrafo 3
Testo originale –Nessun emendamento proposto dalla Commissione
2. Malgrado il paragrafo 1, i cacciatori per le categorie C e D, e i tiratori scelti, per le categorie B, C e D, possono, senza previa autorizzazione, possedere una o più armi da fuoco durante un viaggio attraverso due o più Stati Membri al fine praticare le loro attività, purché abbiano il lasciapassare europeo per le armi da fuoco elencando l’arma da fuoco o le armi da fuoco e purché siano in grado di confermare le ragioni del loro viaggio, in particolare esibendo un invito o altra prova della loro attività venatoria o di tiro sportivo negli Stati Membri di destinazione.
Gli Stati Membri possono non accettare un lasciapassare europeo per le armi da fuoco subordinato al pagamento di tasse o diritti.
Emendamento
2. Malgrado il paragrafo 1, i cacciatori per le categorie C e D, e i tiratori scelti, per le categorie B, C e D, possono, senza previa autorizzazione, possedere una o più armi da fuoco durante un viaggio attraverso due o più Stati Membri al fine praticare le loro attività, purchè abbiano il lasciapassare europeo per le armi da fuoco elencando l’arma da fuoco o le armi da fuoco e purchè siano in grado di confermare le ragioni del loro viaggio, in particolare esibendo un invito o altra prova della loro attività venatoria o di tiro sportivo negli Stati Membri di destinazione.
Gli Stati Membri possono non accettare un lasciapassare europeo per le armi da fuoco direttamente o indirettamente, subordinato al pagamento di tasse o diritti o previa autorizzazione.
Motivazione
L’Articolo 3 della Direttiva chiarisce che gli Stati Membri non hanno potere per imporre requisiti più severi o meno flessibili di quei diritti conferiti ai residenti degli Stati Membri dall’articolo 12(2). Nonostante questo, in quattro Stati Membri su 28, sono in atto dei provvedimenti più severi che richiedono un controllo ulteriore, anche con addebito di tasse direttamente o indirettamente. Questo aggiunge ritardo e costi per le autorità, tasse da pagare per i visitatori con armi da fuoco. Non c’è prova che questi metodi siano di qualsiasi beneficio per l’interesse di pubblica sicurezza.
Nella sua valutazione della Direttiva Armi da fuoco del dicembre 2014, la Commissione ha raccomandato che il problema della rigida interpretazione di alcune regole relative all’uso del Permesso Europeo per le Armi da Fuoco sia affrontato.

Allegato I – Parte II – Sottoparagrafo A


Testo Proposto dalla Commissione
Qualsiasi oggetto che rientri in una delle seguenti categorie, a meno che non rientri nella definizione ma risulti escluso per una delle ragioni elencate nella sezione III
Categoria A – Armi da fuoco vietate
1. Missili e lanciatori esplosivi militari
2. Armi da fuoco automatiche
3. Le armi da fuoco che siano camuffate da altri oggetti
4. Munizioni con pallottole perforanti, esplosive o incendiarie e i proiettili per tali munizioni
5. Pistole e revolver con proiettili a espansione e i proiettili per tali munizioni, salvo nel caso di armi da caccia o per il tiro al bersaglio per le persone abilitate ad usarli.
6. Armi da fuoco automatiche che sono state convertite in armi semiautomatiche;
7. Armi semiautomatiche per uso civile che assomigliano ad armi con meccanismi automatici;
8. Le armi da fuoco di cui ai punti da 1 a 7, dopo essere state disattivate

Emendamento
Qualsiasi oggetto che rientri in una delle seguenti categorie, a meno che non rientri nella definizione ma risulti escluso per una delle ragioni elencate nella sezione III
Categoria A – Armi da fuoco Vietate
1. Missili e lanciatori esplosivi militari
2. Armi da fuoco automatiche
3. Le armi da fuoco che siano camuffate da altri oggetti
4. Munizioni con pallottole perforanti, esplosive o incendiarie e i proiettili per tali munizioni
5. Pistole e revolver con proiettili a espansione e i proiettili per tali munizioni, salvo nel caso di armi da caccia o per il tiro al bersaglio per le persone abilitate ad usarli.




Motivazione
La Commissione propone di spostare le armi generalmente definite “armi da fuoco semi-automatiche per usi civili che somigliano ad armi con meccanismi automatici” che attualmente ricadono sotto la categoria B7, sotto la categoria A. Questo cambiamento comporterebbe un divieto improvviso e immediato di un intera categoria di armi da fuoco, che sono state ottenute e registrate in piena conformità con i requisiti di legge per il possesso, compresa una minuziosa procedura di autorizzazione.

Tale divieto, così come l'introduzione della nuova categoria delle armi da fuoco proibite A6, si basa su criteri non chiari, dunque è sproporzionato e non tecnicamente giustificato. Il criterio della "somiglianza" è soggettivo e dipende molto dalla persona che deve rendere presente sentenza. Le decisioni saranno prese principalmente dopo e con il senno di poi, con conseguente incertezza del diritto.
La Categoria B7 e le armi da fuoco A6 proposte possiedono le stesse caratteristiche tecniche di qualsiasi altra categoria B arma da fuoco. Esse non sono pertanto "più pericolose", che è la logica e razionale tecnica per la categorizzazione delle armi da fuoco.
Giustificare un divieto totale di una determinata categoria di armi da fuoco esclusivamente sulla base del criterio poco chiaro e personale di loro "somiglianza" con armi automatiche non solo è sproporzionato, ma porta anche ad incertezza giuridica e a disparità di trattamento tra i cittadini.

Infine, le conseguenti confische e la distruzione delle armi da fuoco in questione costituirebbe una violazione ingiustificata del diritto fondamentale di proprietà dei legittimi proprietari che hanno acquisito tali armi da fuoco nel rispetto della legge e in buona fede e che ora si confrontano con una perdita considerevole.

Le armi da fuoco che siano disattivate in conformità con il tardivo regolamento XX / XX della Commissione che stabilisce gli orientamenti comuni in materia di norme di disattivazione e gli standard tecnici per garantire che le armi da fuoco disattivate sarebbero rese irreversibilmente inutilizzabili e non potrebbero essere riattivate, così che un divieto totale dell'acquisizione e della detenzione di tali armi (per esempio dai collezionisti) sarebbe sproporzionato.

ALLEGATO I – parte II – sottoparagrafo B


Testo proposto dalla Commissione
Categoria B – Armi da fuoco soggette ad autorizzazione
1. Armi da fuoco corte semi-automatiche o a ripetizione

2. Armi da fuoco a colpo singolo con percussione centrale
3. Armi da fuoco corte, a colpo singolo a percussione anulare, di lunghezza totale inferiore a 28 cm.
4. Armi lunghe semi automatiche per le quali il caricatore e la camera di scoppio possano contenere complessivamente più di tre cartucce.
5. Armi lunghe semi automatiche per le quali il caricatore e la camera non possono contenere complessivamente più di tre cartucce in cui il caricatore è rimovibile o dove non è certo che l'arma non possa essere convertita, con strumenti idonei, in un arma con serbatoio e camera idonei a contenere complessivamente più di tre cartucce.
6. Armi da fuoco lunghe a ripetizione e semiautomatiche con canna liscia non superiore a 60 cm di lunghezza.

Emendamento
Categoria B – Armi da fuoco soggette ad autorizzazione
1. Armi da fuoco corte semi-automatiche o a ripetizione

2. Armi da fuoco a colpo singolo con percussione centrale
3. Armi da fuoco corte, a colpo singolo a percussione anulare, di lunghezza totale inferiore a 28 cm.
4. Armi lunghe semi automatiche per le quali il caricatore e la camera di scoppio possano contenere complessivamente più di tre cartucce.
5. Armi lunghe semi automatiche per le quali il caricatore e la camera non possono contenere complessivamente più di tre cartucce in cui il caricatore è rimovibile o dove non è certo che l'arma non possa essere convertita, con strumenti idonei, in un arma con serbatoio e camera idonei a contenere complessivamente più di tre cartucce.
6. Armi da fuoco lunghe a ripetizione e semiautomatiche con canna liscia non superiore a 60 cm di lunghezza.
7. Armi da fuoco semi-automatiche per usi civili che assomigliano ad armi con meccanismi automatici.


Motivazione
La Commissione propone di spostare le armi generalmente definite "armi da fuoco semi-automatiche per uso civile che somigliano ad armi con meccanismi automatici", attualmente classificati sotto la categoria B7, alla categoria A. Questo cambiamento comporterebbe un divieto improvviso e immediato di un intera categoria di armi da fuoco, che sono state ottenute e registrate in piena conformità con i requisiti di legge per il possesso, compresa una minuziosa procedura di autorizzazione.
La FACE si oppone a tale divieto in quanto la definizione si basa su criteri non chiari, mentre un divieto improvviso è sproporzionato e non tecnicamente giustificato.
Le armi da fuoco nella Categoria B7 possiedono le stesse caratteristiche tecniche di qualsiasi altra arma da fuoco della categoria B. Esse non sono pertanto "più pericolose", che è la logica razionale e tecnica per la categorizzazione delle armi da fuoco. Per giustificare un divieto totale di una certa categoria di armi da fuoco basata esclusivamente sul criterio non chiaro e soggettivo della loro "somiglianza" con armi automatiche non solo è sproporzionata, ma porta anche a incertezza giuridica e alla disparità di trattamento tra i cittadini.
Infine, le conseguenti confische e la distruzione delle armi da fuoco in questione costituirebbe una violazione ingiustificata del diritto fondamentale di proprietà dei legittimi proprietari che hanno acquisito tali armi da fuoco nel rispetto della legge e in buona fede e che ora si confrontano con una perdita considerevole.

Note aggiuntive
Repliche
Le repliche (compresi gli airsoft) non sono di alcuna utilità pratica per i terroristi. La loro messa al bando renderli soggetti a registrazione non è di alcuna utilità pratica di sorta mentre la registrazione sarebbe uno spreco di risorse di polizia con nessun guadagno di sorta.
Armi da allarme
FACE concorda con la proposta di produrre tali armi in modo che non possano essere convertite in armi con munizioni. Tuttavia, una volta conformi, non esiste il bisogno della registrazione. Le armi di allarme e di segnalazione sono importanti per i cacciatori nell’ addestramento del cane, per allontanare gli uccelli e per la sicurezza. D'altra parte, le armi acustiche e di saluto convertite in armi da fuoco reali dovrebbero essere classificate nella categoria B.




FEDERCACCIA, ENALCACCIA, ANUUMIGRATORISTI E ARCI CACCIA CONTESTANO UN PROVVEDIMENTO PRIVO DI RAGIONI
Per il secondo anno consecutivo il Presidente del Consiglio dei Ministri ha deciso di interdire al 21 gennaio la caccia alla beccaccia, al tordo bottaccio ed alla cesena con un provvedimento di imperio che si sovrappone e mortifica l'autonomia delle Regioni di predisporre i propri calendari venatori in un arco temporale che, per tali tre specie migratorie, lo Stato considera legittimo fino alla data del 31 gennaio stabilita dall'art. 18 della Legge 157/1992.

Il Presidente del Consiglio pretende di giustificare tale sua iniziativa, che appare un tentativo di prevaricazione del Governo sulle disposizioni legislative vigenti, per il timore che il prelievo venatorio della beccaccia, tordo bottaccio e cesena oltre il 20 gennaio possa violare l'art. 7 della Dir. 2009/147/CE come sarebbe stato paventato dalla Commissione Europea, così sottoporre il nostro Paese addirittura alla "certezza" di un procedimento di infrazione con conseguente applicazione di sanzioni.

Certezza che è solo del Presidente del Consiglio dei Ministri e che invece non è dato in alcun modo condividere sia perché la Commissione Europea ad oggi si è limitata a richiedere all'Italia, nell'ambito della procedura EU Pilot 6955/14/ENVI, solo dati ed informazioni aggiornati in ordine all'inizio della migrazione prenuziale; sia perché, trattandosi di specie migratorie, la loro diffusione, l'areale di loro svernamento, la decade d'inizio del loro ritorno ai luoghi di nidificazione, come stabilito dal 4° considerando della Dir. 2009/147/CE, debbono essere individuati a livello transnazionale nei territori di Stati membri che presentano uniformità ambientale, geografica e climatica.

Come queste Associazioni venatorie hanno reiteratamente manifestato al Ministero dell'Ambiente ed all'Ispra, ma altresì alla Commissione Europea, del tutto illogico ed incongruente appare che, per portare solo un esempio, la Commissione Europea ritenga corretti e legittimi i calendari venatori della Corsica e della Francia del Sud che consentono la caccia alla beccaccia, al tordo bottaccio ed alla cesena fino al 20 febbraio mentre invece in Sardegna, in Toscana ed in Liguria dovrebbe terminare entro il 20 gennaio.

Infatti i territori della Francia del Sud e della Corsica non presentano alcuna differenziazione rispetto a quelli della Sardegna, della Toscana e della Liguria: tale uniforme areale transnazionale è infatti interessato da flussi migratori degli stessi contingenti di beccacce, tordi bottacci e cesene; e lo stesso è da dirsi per la Grecia, Montenegro, la Croazia e le nostre Regioni Adriatiche.

Il Presidente del Consiglio, nonostante che il Ministero dell'Ambiente e la stessa Commissione Europea abbiano apertamente riconosciuto tali denunciate incongruenze e difformità di applicazione tra Stati membri della Dir. 2009/147/CE, anziché prendere decisa posizione nei confronti delle istituzioni comunitarie a difesa dei sacrosanti diritti dei cittadini cacciatori italiani ma altresì di tutto l'indotto che è legato all'esercizio della caccia - si pensi solo agli interessi correlati alle attività turistico/ricettive/ristorative che nella stagione invernale potrebbero trovare importanti risorse economiche - ha preferito confermare la sudditanza nei confronti della Commissione Europea e ancora una volta permettere che i cacciatori italiani vengano pesantemente discriminati rispetto ai cacciatori di tutti i molti altri Paesi (Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Montenegro, Croazia, ecc..) dove la caccia alla beccaccia, al tordo bottaccio e alla cesena è liberamente esercitabile anche nel mese di febbraio.

Eppure al Premier non mancavano argomenti da spendere con fermezza in sede comunitaria per pretendere l'uniforme applicazione della Dir. 2009/147/CE e sostenere che il calendario venatorio nazionale, che consente di cacciare queste tre specie migratorie fino al 31 gennaio, è più che compatibile con la previsione del divieto di caccia a far tempo dell'inizio della migrazione prenuziale.

Del resto il Presidente del Consiglio dei Ministri, se convinto del contrario, ma non ne ha mai spiegato le ragioni, ben poteva ed anzi doveva intervenire tempestivamente - e non già con un illegittimo provvedimento d'urgenza notificato il giorno prima della imposizione del divieto - impugnando i calendari venatori di quelle Regioni, approvati fino dal maggio/giugno dello scorso anno, che per la stagione venatoria 2015/2016 consentivano la caccia alla beccaccia, al tordo bottaccio e alla cesena fino al 31 gennaio sulla base di risultanze scientifiche aggiornate e attendibili.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, imponendo l'anticipata chiusura della caccia al 20 gennaio, ha dunque ancora una volta voluto assumere solo i dati forniti dall'Ispra in ordine alla data di inizio della migrazione prenuziale pur sapendo bene (o comunque dovendo sapere bene) che i pareri di detto Istituto non sono vincolanti per le Regioni le quali, sia per l'art. 2.7.10. della Guida Interpretativa della Dir. 2009/147/CE sia per l'art. 18 L. 157/1992 sia per quanto affermato più volte dalla nostra Magistratura (che non può certo essere eluso) sono legittimate ad approvare i propri calendari venatori sulla base di dati, acquisizioni e studi anche difformi da quelli forniti dall'Ispra.

Le Associazioni venatorie non possono dunque che stigmatizzare il comportamento del Premier e annunciare che perseguiranno in ogni sede la tutela dei diritti dei cacciatori italiani ingiustamente discriminati rispetto agli altri cacciatori europei nel prelievo venatorio della beccaccia, tordo bottaccio e della cesena.


Roma, 21 gennaio 2016


Gian Luca Dall'Olio

Federazione Italiana della Caccia


Osvaldo Veneziano

Arcicaccia


Marco Castellani

AnnuMigratoristi


Lamberto Cardia

Enalcaccia
CORSI DI SELEZIONE AGLI UNGULATI E DI CACCIA COLLETTIVA AL CINGHIALE
FEDERCACCIA PADOVA CON IL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI PADOVA ORGANIZZA CORSI DI SELEZIONE AGLI UNGULATI E DI CACCIA COLLETTIVA AL CINGHIALE.

Al corso sono ammissibili i cacciatori in possesso di abilitazione venatoria ai sensi della normativa vigente e che intendano conseguire l’attestato di partecipazione al corso secondo le direttive ISPRA per alla caccia di selezione agli ungulati per le specie di: capriolo, daino, muflone , cervo, e cinghiale e per la caccia collettiva al cinghiale.


Le domande di ammissione al corso, redatte su apposito modulo predisposto dagli organizzatori, dovranno pervenire all’ufficio della Federcaccia provinciale di Padova entro il 22/01/2016.

La quota di partecipazione al corso di SELEZIONE AGLI UNGULATI(escluso eventuale costo dei colpi per chi noleggia la carabina) è fissata in € 220,00.
La quota di partecipazione al corso di CACCIA COLLETTIVA AL CINGHIALE(escluso eventuale costo dei colpi per chi noleggia la carabina) è fissata in € 90,00 (la quota potrebbe variare qualora non si raggiungesse il numero minimo di partecipanti al corso).

Si potrà effettuare l’iscrizione al corso compilando il modulo in allegato e versando un acconto di € 100,00 o € 50,00 in base al corso scelto, presso l'Ufficio o tramite bonifico bancario (BANCA DEI COLLI EUGANEI-CREDITO COOPERATIVO LOZZO ATESTINO - FILIALE BASTIA DI ROVOLON IBAN IT82 V086 1062 7800 1200 0301 355)e successivamente inviando il modulo di iscrizione compilato e la distinta dell'avvenuto pagamento mezzo fax (0498071008) o mail ( fidc.padova@fidc.it).
Il saldo deve essere versato in occasione della prima lezione.

IN ALLEGATO VOLATNTINO DEI CORSI E MODULO DI ISCRIZIONE.

PER EVENTUALI INFORMAZIONI CONTATTARE L'UFFICIO FEDERCACCIA PROVINCIALE PADOVA 049 775509.
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